Isaia 3:1-8
Isaia 3:1-8 Nuova Riveduta 2006 (NR06)
Ecco, il Signore, DIO degli eserciti, sta per togliere a Gerusalemme e a Giuda ogni risorsa e ogni appoggio, ogni risorsa di pane e ogni risorsa d’acqua, il prode e il guerriero, il giudice e il profeta, l’indovino e l’anziano, il capo di cinquantina e il notabile, il consigliere, l’artefice esperto e l’abile incantatore. Io darò loro dei ragazzini come prìncipi, e dei bambini domineranno su di essi. Il popolo sarà oppresso, uomo da uomo, ciascuno dal suo prossimo; il giovane sarà arrogante con il vecchio, l’infame contro colui che è onorato. Quando uno prenderà il fratello nella sua casa paterna e gli dirà: «Tu hai un mantello, sii nostro capo, prendi in mano queste rovine», egli, in quel giorno, alzerà la voce e dirà: «Io non sarò vostro medico, nella mia casa non c’è né pane né mantello; non fatemi capo del popolo!» Infatti Gerusalemme vacilla e Giuda crolla, perché la loro lingua e le loro opere sono contro il SIGNORE, al punto da provocare l’ira del suo sguardo maestoso.
Isaia 3:1-8 Nuova Riveduta 2006 (NR06)
Ecco, il Signore, DIO degli eserciti, sta per togliere a Gerusalemme e a Giuda ogni risorsa e ogni appoggio, ogni risorsa di pane e ogni risorsa d’acqua, il prode e il guerriero, il giudice e il profeta, l’indovino e l’anziano, il capo di cinquantina e il notabile, il consigliere, l’artefice esperto e l’abile incantatore. Io darò loro dei ragazzini come prìncipi, e dei bambini domineranno su di essi. Il popolo sarà oppresso, uomo da uomo, ciascuno dal suo prossimo; il giovane sarà arrogante con il vecchio, l’infame contro colui che è onorato. Quando uno prenderà il fratello nella sua casa paterna e gli dirà: «Tu hai un mantello, sii nostro capo, prendi in mano queste rovine», egli, in quel giorno, alzerà la voce e dirà: «Io non sarò vostro medico, nella mia casa non c’è né pane né mantello; non fatemi capo del popolo!» Infatti Gerusalemme vacilla e Giuda crolla, perché la loro lingua e le loro opere sono contro il SIGNORE, al punto da provocare l’ira del suo sguardo maestoso.
Isaia 3:1-8 Nuova Riveduta 1994 (NR94)
Ecco, il Signore, il Signore degli eserciti, sta per togliere a *Gerusalemme e a *Giuda ogni risorsa e ogni appoggio, ogni risorsa di pane e ogni risorsa d'acqua, il prode e il guerriero, il *giudice e il *profeta, l'*indovino e l'*anziano, il capo di cinquantina e il notabile, il consigliere, l'artefice esperto, e l'abile *incantatore. Io darò loro dei ragazzini come príncipi, e dei bambini domineranno su di essi. Il popolo sarà oppresso, uomo da uomo, ciascuno dal suo prossimo; il giovane sarà arrogante con il vecchio, l'infame contro colui che è onorato. Quando uno prenderà il fratello nella sua casa paterna e gli dirà: «Tu hai un mantello, sii nostro capo, prendi in mano queste rovine», egli, in quel giorno, alzerà la voce, e dirà: «Io non sarò vostro medico, nella mia casa non c'è né pane né mantello; non fatemi capo del popolo!» Infatti Gerusalemme vacilla e Giuda crolla, perché la loro lingua e le loro opere sono contro il Signore, al punto da provocare l'ira del suo sguardo maestoso.
Isaia 3:1-8 Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente (ICL00D)
Ora il Signore, Dio dell'universo, toglierà a Gerusalemme e a Giuda ogni riserva di pane e di acqua e ogni altro sostegno. Spazzerà via il coraggioso e il soldato, il giudice e il profeta, l’indovino e l’anziano, l’ufficiale e il dignitario, il consigliere e il mago, e chi sa fare incantesimi. Metterà a capo del popolo ragazzini capricciosi. Gli uomini si sbraneranno tra loro, i giovani non rispetteranno gli anziani, gli inferiori non ubbidiranno ai superiori. Un giorno si arriverà a dire in famiglia: «Tu che hai qualcosa da metterti addosso, diventa nostro capo in questo tempo di crisi». Ma egli risponderà: «Non è possibile! Non posso aiutarvi. Non ho cibo né altri vestiti. Non fatemi vostro capo». Veramente Gerusalemme va in rovina! Il popolo di Giuda sta crollando! Tutto quel che dicono o fanno è contro il Signore. Insultano apertamente Dio stesso.
Isaia 3:1-8 Diodati Bibbia 1885 (DB1885)
Perciocchè, ecco, il Signore, il Signor degli eserciti, toglie via di Gerusalemme e di Giuda ogni sostegno ed appoggio; ogni sostegno di pane, ed ogni sostegno di acqua; il forte e il guerriero; il giudice e il profeta; e l'indovino e l'anziano; il capitano di cinquantina, e l'uomo d'autorità, e il consigliere, e l'artefice industrioso, e l'uomo intendente nelle parole segrete. Ed io farò, che de' giovanetti saranno lor principi, e che de' fanciulli li signoreggeranno. E il popolo sarà oppressato l'uno dall'altro, e ciascuno dal suo prossimo; il fanciullo superbirà contro al vecchio, e il vile contro all'onorevole. Se alcuno prende un suo fratello, della casa di suo padre, dicendo: Tu hai una veste, sii nostro principe, e sia questa ruina sotto alla tua mano, egli giurerà in quel giorno, dicendo: Io non sarò signore; e in casa mia non vi è nè pane, nè vestimento; non mi costituite principe del popolo. Perciocchè Gerusalemme è traboccata, e Giuda è caduto; perchè la lingua e le opere loro son contro al Signore, per provocare ad ira gli occhi della sua gloria.